
Ho appena finito di leggere Sergio Maistrello su internet.pro a proposito della vicenda omissis nel rapporto dell’esercito USA sulla morte di Calipari.
Ho appena finito di leggere l’articolo ed eccomi qui a consigliarvene la lettura.
..:Digital||Divide:.. non è il luogo adatto a discutere della vicenda Calipari, e non ne parlerò.
Non mi appassiona più di tanto nemmeno il tema giornalismo vs blog: l’autorevolezza è un dato di fatto, la diffusione e la capacità/possibilità di raggiungere il grande pubblico anche.
Ma l’articolo di Maistrello ha il grande pregio, nel chiudere il suo “collage” di commenti dai blog al modo in cui la stampa ha trattato la vicenda, di rivolgersi a noi della blogosfera, cito:
Perché se in questa vicenda esiste un aspetto più fuorviante ancora dell’ostinazione a ignorare l’elemento di novità che si è affacciato nella macchina dell’informazione, elemento di cui i blog sono strumento più che causa, questo è l’eleggere lo scoop a fine ultimo e implicito di qualunque sito personale
e prosegue citando Giuseppe Ganieri:
Un individuo che si informa e che aggiunge opinioni ed expertise e poi ripubblica, non ha il suo asset nello scoop, quanto nella personalità e nella credibilità a lungo termine. Per definizione, un blogger non dovrebbe preoccuparsi dello scoop, dato che statisticamente (considerando gli strumenti a sua disposizione) non riuscirà mai a farne due nella stessa vita. Lo stesso Neri ci è arrivato un po’ studiando Grand Hotel e un po’ per la legge dei grandi numeri, tentando di sollevare il polverone un giorno sì e uno no, dalle liste massoniche alle polemiche con ogni individuo sotto gli ottant’anni (ma anche oltre se necessario).
Visto che qui non si farà mai uno scoop, mi basta così, sono contento, grazie
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